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Consigli del Dentista

  

    

 





Malattia parondontale 

Accade sempre più di frequente di diagnosticare la malattia parondontale in fase iniziale a dei pazienti che non avendo sintomi importanti non seguono le terapie e rivederli dopo alcuni anni con bocche devastate e la malattia in stadio avanzato ed irreversibile. 
Mi sembra quindi doveroso parlare di quanto la malattia parodontale sia una patologia subdola e pericolosa.
La Parodontite Cronica o Malattia Parodontale Cronica dell’adulto è la forma più frequente di patologia che colpisce il “parodonto”. Il parodonto è tutto quell’insieme di strutture che sostengono i denti all’interno dell’osso.
La Malattia Parodontale Cronica dell’adulto è anche conosciuta con il termine erroneo di “Gengivite Espulsiva” . Ma non si tratta di una “semplice gengivite”, poiché la patologia non colpisce soltanto le gengive ma principalmente il parodonto e l’osso alveolare .
I denti si trovano posizionati nelle mascelle all’interno di una cavità che accoglie le radici e che si chiama alveolo. Le radici sono in contatto con l’osso alveolare tramite un apparato di sostegno fatto da fibre elastiche, l’insieme di queste fibre si chiama parodonto .
Il parodonto è, pertanto, un sistema di sostegno elastico che tiene i denti fermi nell’osso e allo stesso tempo funge da ammortizzatore per i carichi masticatori .
La Malattia Parodontale Cronica colpisce circa il 60 per cento della popolazione compresa tra 35 e 45 anni, anche se  fortunatamente solo nel 10 per cento dei casi si presenta in forma grave .
La malattia causa, in modo cronico e progressivo, la distruzione delle fibre di sostegno e la perdita dell’osso alveolare . Quando la malattia è in fase avanzata i denti si iniziano a muovere e fanno male durante la masticazione.
La diagnosi di questa patologia è un processo spesso complesso che passa attraverso un’attenta valutazione clinica, strumentale e radiologica del paziente .
Importantissima è anche la “stadiazione della malattia” , ovvero determinare se ci troviamo di fronte ad una patologia già avanzata e quindi grave o nelle fasi iniziali. Mentre nelle fasi avanzate il paziente è ben cosciente della situazione, nelle fasi iniziali non essendoci nessuna sintomatologia il paziente è assolutamente ignaro . Occorre quindi sensibilizzare quei pazienti che sono nelle fasi iniziali della patologia affinché possano curarsi in modo adeguato e quindi ridurre in modo sensibile le conseguenze finali della malattia ossia la perdita dei denti .
La distruzione delle fibre e dell’osso alveolare che sostengono i denti porta, infatti, ad un aumento progressivo della mobilità dentale sino alla loro completa espulsione .
Della terapia parleremo nel prossimo articolo.