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17 MARZO 2020 -  
159° ANNIVERSARIO DELL’UNITÀ D’ITALIA

Nel milleottocento l'Italia non era unita come la conosciamo oggi, ma divisa in tanti piccoli stati: il Regno Lombardo-Veneto, il Regno di Sardegna, lo Stato della Chiesa e il Regno delle Due Sicilie, i Ducati di Modena, Massa e Carrara, di Lucca e di Parma, il Granducato di Toscana. Buona parte dei territori del nord e del centro, fatta eccezione per il Regno di Sardegna che era governato dal Re Vittorio Emanuele I, erano sottomessi all'Austria. Questa situazione rendeva l'Italia una penisola poco sviluppata ed economicamente arretrata rispetto agli altri stati Europei. In questo clima iniziò il Risorgimento, cioè il periodo in cui gli abitanti della Penisola diedero vita alle iniziative per la sua riunificazione. Le persone che s'impegnarono per perseguire l'idea dell'Unità d'Italia si chiamavano patrioti. Ma queste idee di liberazione non potevano circolare liberamente e quindi i patrioti si riunirono in società segrete.  La principale società segreta di quel periodo fu la  Carboneria  e i suoi componenti si chiavano Carbonari. Svolgevano le loro attività di nascosto per evitare che gli austriaci li arrestassero ed imprigionassero. Di tutti i patrioti che s'impegnarono nel periodo risorgimentale si ricordano in particolare Silvio Pellico, lo scrittore di "Le mie prigioni" il racconto del  periodo in cui fu prigioniero degli austriaci e  Giuseppe Mazzini  che fondò la Giovine Italia mentre era in esilio in Spagna, che auspicava una Italia indipendente e repubblicana. L'unificazione non fu un processo pacifico, ma la conseguenza dei moti rivoluzionari, cioè le battaglie contro lo straniero. Ma i moti non bastarono e furono necessarie tre guerre d'Indipendenza per giungere all'Unità d'Italia. La prima guerra d'indipendenza scoppiò nel 1848, il re di Sardegna, Carlo Alberto, su richiesta dei patrioti Lombardi dichiarò guerra all'Austria, inizialmente vittorioso fu poi sconfitto e dovette lasciare il regno al figlio Vittorio Emanuele II. La seconda guerra d'Indipendenza scoppio nel 1859 ed ebbe come conseguenza la liberazione della Lombardia e della Sicilia. La liberazione della Sicilia avvenne con l'azione di Giuseppe Garibaldi che aveva un esercito di mille uomini, l'impresa è ricordata come la "Spedizione dei mille". Nel 1861 venne proclamato il regno d'Italia con capitale Torino (Legge in data 17 marzo 1861, con la quale S.M. Vittorio Emanuele II ha assunto il titolo di Re d'Italia). Ma l'Italia non era ancora del tutto liberata: mancavano il Veneto e il Lazio. Con la terza guerra d'Indipendenza fu liberato il Veneto e ancora restava il Lazio (Lo Stato Pontificio). Nel 1871 i bersaglieri giunsero a Roma ed aprendosi una breccia (nota come la breccia di Porta Pia) nelle Mura della città liberarono Roma. Con lo spostamento della capitale a Roma fu così completato il processo di Unità Nazionale. Il due luglio 1871 Vittorio Emanuele II si insediò al Quirinale. 
L’unità d’Italia fu definitivamente completata con la 1^ guerra mondiale con l’annessione di Trento e Trieste. (Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia).

                                                                                                                           
IL PRESIDENTE
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