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C'era una volta

Il mitico El Dorado

di Salvatore Mantia

Da sempre nei territori, ora occupati dalla Colombia,Perù ed Equador l’oro era apprezzato più per la sua bellezza e per il suo significato simbolicoche per il valore monetario. Infatti combinando assieme i quattro elementi (roccia aurifera, fuoco, aria e acqua) l’oro grezzo poteva trasformarsi in oro puro. Così come anche l’uomo, fruttando le forze della natura può passare da uno stadio primitivo ad uno superiore, al pari della pietra grezza che può trasformarsi in pietra levigata. Il grande sacerdote delle tribù Chibcha, lo Zipa, completamente nudo veniva ricoperto da una speciale vernice e poi gli veniva soffiata addosso della polvere d’oro attraverso una cerbottana. Tutto dorato raggiungeva il lago Guatavita e vi si immergeva quando il sole era allo zenit. Nel 1520 il conquistatore spagnolo Hernan Cortèzdescrisse al re di Spagna i tesori dell’imperatore atzeco Montezuma, facendo nascere in lui la convinzione che esistesse una terra dove l’oro era facilmente reperibile. Le notizie si ingigantirono e assunsero poi toni di leggenda: subito corse voce che in America Latina esistessero paesi in cui le case fossero lastricate d’oro e con tetti d’oro. Si diffuse anche la notizia che esistessero uomini d’oro. Molti navigatori in seguito partirono alla ricerca di inesistenti città. Migliaia di Indios furono torturati e uccisi perché rivelassero i sentieri segreti per giungere alle città d’oro.E centinaia di conquistadores persero la vita nelle foreste e negli impervi sentieri andini alla ricerca di templi d’oro e pregiati oggetti votivi-


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